la violenza di ogni giorno

Oggi è il 26 novembre.
Se anche rimane qualche eco della giornata di ieri, rapidamente si spegnerà entro mezzanotte. Siamo figlie di cenerentola, noi, e speriamo sempre che ai maltrattamenti succeda una qualsiasi forma di riscatto.
Ma la realtà è diversa dalle fiabe: le scarpette di cristallo sono importabili e una vita di soprusi e umiliazioni non fa di noi delle regine; e nemmeno delle martiri.
E’ giusto che esista una giornata in cui si pensa (e si parla) delle donne. Ma oggi io avrei voluto leggere di qualcos’altro.
Ad esempio, degli uomini. Di cui non si parla mai, come se fossero l’uomo nero, il lupo nel bosco, l’orco delle fiabe. Invece non sono mostri, ma persone che tutti i giorni vediamo. E di cui non conosciamo la reale natura, quella che lasciano libera di esprimersi nel privato.
Gli assassini delle donne sono uomini pieni di creatività. Lo potete leggere qui. Io pesco a caso:

Maurizio Ciccarelli, 49 anni, invalido con precedenti penali, era già stato denunciato per maltrattamenti dalla prima moglie. Strangola la seconda, condannato a 20 anni.

Massimo Gilardoni, 32 anni, imprenditore edile, sposato e in attesa di una figlia. Sgozza la vicina di casa che lo respinge.Condannato in primo grado a 16 anni, ridotti in appello a 14 e 6 mesi. Dopo 2 mesi di detenzione esce dal carcere ottenendo i domiciliari in una casa di cura. Tra indulto e altri sconti di pena è tornato completamente libero dopo neppure 10 anni dal delitto.

Salvatore Scaldone, 50 anni, operaio cantoniere. Spara alla moglie e dice di averlo fatto nel sonno.

Franco Manzato, 48 anni. Già condannato per il tentato omicidio della prima moglie, uccide la seconda a coltellate.

Roberto Spaccino, 39 anni, camionista. Massacra di botte fino ad uccidere la moglie incinta del terzo figlio. Carcere a vita.

Non datevi pena: non troverete traccia di mostruosità, né nelle facce, né nelle storie. Ve l’ho detto e ve lo ripeto: sono uomini che tutti i giorni incontrate, hanno lavori onesti, case pulite, vite rispettate. Ci giocate a calcetto il giovedì, guardate le partite dei mondiali mangiando pizza dal cartone e vi fate una birra insieme e due risate se capita.
Di questa terrificante normalità io non ho sentito parlare.

E nemmeno dell’altra voragine, quella che decuplica le vittime della violenza di genere: gli orfani.
I bambini che sopravvivono alla furia del padre, rimangono senza madre. Di loro non c’è più traccia, non ci sono storie, e io continuo a sperare che nel loro futuro ci sarà qualcosa di buono; ma non posso saperlo. Perché questi padri escono presto di prigione; e tornano a cercarli, i figli.
Negli ultimi anni, i minori vittime del femminicidio, tra cadaveri e orfani, sono oltre millecinquecento. Un numero che fa spavento.
Io non lo so come state oggi. Ieri è passato. Ma a me non sembra che oggi sia un giorno diverso.

*Le immagini sono tratte dal film Miss Violence, regia di Alexandros Avranas, 2013

Comments are Disabled