Occuparsi della violenza: non è facile, ma è giusto


Lo sapete già se siete su Facebook e avete amici coinvolti nei dibattiti sul genere, se siete iscritti alla mailing list della Consigliera di Parità della Provincia di Brescia, se frequentate blog che trattano il tema della violenza come Un altro genere di comunicazione, Rete delle donne o Se non ora quando, ne siete a conoscenza se simpatizzate per la Casa delle Donne onlus, se seguite su twitter le community che si battono per i diritti civili, se frequentate amicizie in cui il dibattito sui conflitti di genere è un tema appassionante che vale la pena sollevare perché include un largo ventaglio di diritti civili sempre più a rischio di essere cancellati.

Non ne sapete niente se siete una persona che si informa solo dalla televisione, se ascoltate stazioni radio pop dove i programmi di intrattenimento oggi lanciano temi come “saremo più o meno felici con l’ora legale”, se non avete alcuna socialità nel virtuale, se avete prenotato l’anteprima per il prossimo cinepanettone, se sentenziate ad alta voce e in pubblica piazza che Belen è una pessima madre (e che ve l’aspettavate anche prima), se liquidate le donne in prima linea affermando ad alta voce che perdono in femminilità, se dite con convinzione che gli uomini vengono da marte e le donne da venere, se ascoltate Giovanardi con sollievo pensando che c’è chi la pensa come voi, se vi siete sposati senza fare accordi prematrimoniali perché tanto l’amore sistema tutto, se siete uomini sicuri che ci sono lavori fatti solo per voi e se siete donne convinte che spetti a voi tenervi stretto il vostro uomo.

Ma se state leggendo questo post, allora adesso lo sapete anche voi: o ggi è il 28 ottobre e oggi anche a Brescia si svolgerà l’iniziativa POSTO OCCUPATO. Se vi interessa l’inchiesta, cliccate sul link e andrete al sito in cui ci sono notizie, fotografie e materiali di approfondimento. Se invece vi interessa partecipare, allora dovete fare così:

oggi occupate un posto.

L’immagine è presa dal blog In Quanto Donna – inquantodonna.it

Fatelo con quello che volete e che avete a disposizione: l’importante è lasciare un segno della vostra presenza. Fatelo in un cinema, un teatro, un treno, sulla metro o a scuola. Fatelo con un giornale, una borsa, un mazzo di chiavi, un cappello. Quel posto è mio, tornerò ad occuparlo. Per molte, troppe donne, non sarà più così.
Posto occupato non è un grido, non è un gesto indignato, non è un’iniziativa violenta. Posto occupato è un’idea, un dolore, un pensiero, un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime della violenza di genere, che secondo la definizione data nel 2006 dalla sociologa Anna Costanza Baldry così puà essere sintetizzata:

La violenza di genere è caratterizzata da una serie distinta di azioni fisiche, sessuali, di coercizione economica e psicologica che hanno luogo all’interno di una relazione intima attuale o passata. Si tratta di una serie di condotte che comportano nel breve e nel lungo tempo un danno sia di natura fisica sia di tipo psicologico ed esistenziale.

anteprima da UOMINI CHE ODIANO LE DONNE. MILLENNIUM VOL.1, di RUNBERG&HOMS, ed. RIZZOLI LIZARD

Gli uomini che odiano le donne non sono dei pazzi asociali. Sono uomini come quelli che avete a fianco. Sono vostro padre, vostro fratello, alcuni tra i vostri colleghi, il vostro idraulico, il giornalaio, lo speaker che state ascoltando alla radio, il manager che ha sposato la vostra attrice preferita, il politico che avete votato, il fidanzato della vostra migliore amica, il nuovo amore di vostra figlia. Non sono affatto pazzi, al contrario: sono uomini che hanno ben presente il loro posto nel mondo e che sono abituati a rapportarsi in modo violento alla propria compagna. E le loro donne sono state educate a essere le uniche responsabili dell’andamento della relazione e del matrimonio, sono state allevate nella certezza che la maternità e l’accudimento si estendano all’infinito al di fuori di se stesse verso i figli, il compagno, i parenti e gli anziani. Sono state educate a pensarsi realizzate solo nella relazione affettiva con l’altro, mai in maniera completamente indipendente. E hanno confuso la prepotenza, l’abuso, l’invadenza, la possessività, la violenza come manifestazioni istintive dell’amore maschile. Come se gli uomini fossero per natura violenti, oppressivi. Come se perfino l’omicidio fosse, in fondo, una colpa femminile; o forse addirittura un premio, la somma manifestazione dell’amore passionale.

Ci sono donne che non hanno più un posto nel mondo. Alcune perché sono morte. Altre perché non pensano più di meritarlo. Per questo, stasera occupate un posto per voi, pensando di farlo anche per loro. Sarà un posto che potrete tornare a occupare se sarete ancora vive. Ad altre questo piccolo diritto è stato negato.

oggi occupate un posto.

E mentre lo occupate, non statevene lì con le mani in mano. Accendete il telefono, collegatevi in rete, visitate qualche sito di quelli che vi ho consigliato io, spulciate tra i link e navigate cercando informazioni, nomi, storie. Visitate il sito In Quanto Donna, guardate i volti e leggete le storie, considerate la banalità del male, tanto ordinario da spingere un uomo ad afferrare il coltello del pane o quello della bistecca per accoltellare la moglie e la figlia, tanto familiare da lasciare che un altro uomo nello stesso istante fracassi il cranio della sua compagna a martellate e che un altro ancora appena due condomini più in là cosparga la fidanzata di benzina e le dia fuoco.

oggi non limitatevi a occupare un posto.

Questa sera sforzatevi di essere una donna che non conoscete, che non è abituata ad avere il suo posto nel mondo. Prendetevi l’impegno di tenerle il posto e di dire alle persone che avete a fianco quanto sia importante che ci sia un posto anche per lei nel mondo. Ditelo agli uomini e alle altre donne, ditelo agli anziani e agli adolescenti, parlatene con gli insegnanti, i dottori e trovate il modo di spiegarlo ai bambini. Non è facile, lo so. Ma è giusto.

 

NB: Le tavole che corredano questo articolo sono tratte dalla graphic novel “Uomini che odiano le donne – Millenium vol.I” in uscita proprio in questi giorni per le edizioni Rizzoli Lizard in cui le atmosfere dell’appassionante trilogia di Stieg Larsson rivivono nelle tavole firmate dalla coppia artistica Runberg-Homs. Per saperne di più: fosforopress.com

Comments are Disabled